Le minne di Sant’Agata – il dolce simbolo delle ribellione femminile alle prepotenze maschili

Le minne di Sant'Agata

la drammatica storia

Alle “Minne di Sant’Agata” , un dolce cosi particolare è legata una storia dai tratti drammatici che unisce la cruda realtà della situazione della donna di un tempo e la religione Cristina.  Era il 249 d.C e la fiorente città di Catania era amministrata dal proconsole Quinziano, uomo rude, prepotente e superbo.
Sulla scia dell’imperatore Decio che aveva dichiarato guerra al mondo cristiano, anche il proconsole non fu da meno, diede sfogo alla sua prepotenza perseguitando i fedeli alla religione cristiana. Venne a sapere che nella città che egli governava viveva una “Vergine consacrata” di nome  Agata. Ella era una giovane fanciulla votata a Dio proclamata in una cerimonia ufficiale chiamata “Velatio”.
Quinziano diede ordine ai suoi uomini di catturarla e di condurla al palazzo pretorio con l’accusa formare di vilipendio della religione di Stato.
In realtà l’ordine del proconsole nasceva anche dal desiderio di soddisfare un capriccio e un interesse personale: piegare a sé una giovane bella e illibata e confiscarne i beni di famiglia. 
Dopo essere sfuggita nascondendosi fuori la città di Catania , Agata fu catturata e portata al cospetto del proconsole. Quest’ultimo appena la vide  fu colpito dal suo fascino e provò a sedurla venendo respinto a ogni suo tentativo. Non potendo piegare la sua volontà la fece imprigionare e la sottopose ad atroci  torture e umiliazioni. Non riuscendola a piegare decide di applicare lo “Strappo dei seni” un’orribile pratica che avrebbe dovuto portarla alla morte. Ma Agata, con l’aiuto di Dio , miracolosamente guarì.

Tradizioni e curiosità

Da allora la sua fama si diffuse ed ispirò il culto nelle donne siciliane che a lei dedicarono il dolce, simbolo anche di ribellione alla prepotenza maschile.
Le “Minne di Sant’agata” vengono preparate in particolare per la festa della patrona, il 5 febbraio e ancora oggi sono le donne ad occuparsene con molta
cura e dedizione per avere la protezione della “Santuzza” per l’anno successivo.La forma deve ricordare molto realisticamente dei seni veri, lisci, rotondi e invitanti. Vuole la tradizione che a tavola debbano essere in numero pari, in particolare si contano 2 “minne”per ogni donna presente.

le minne di Sant'Agata

Le minne di Sant’Agata

Ingredienti

Per la frolla
600 g di farina 00
120 g di strutto
3 uova
1 fialetta di estratto di vaniglia
150 g di zucchero a velo
Per il ripieno
500 g di ricotta di pecora
80 g di zucchero
100 g di gocce di cioccolato fondente
100 g di zuccata o altra frutta candita
Per la glassa
350 g di zucchero a velo
2 cucchiai di succo di limone
3 albumi
Sale
Per la decorazione
Ciliegie candite

Procedimento Per la frolla

Tagliate lo strutto a dadini e lavoratelo con la farina. Non appena i due ingredienti saranno ben amalgamati aggiungete lo zucchero a velo, le uova e l’essenza di vaniglia. Continuate ad impastare velocemente, fino a quando il composto avrà assunto una consistenza soffice ed elastica. A questo punto avvolgetelo in una pellicola e fatelo riposare in frigorifero.

Come preparare il ripieno

Aggiungete lo zucchero alla ricotta mescolando con un cucchiaio, appena il tutto è amalgamato, passate il composto al setaccio utilizzando un setaccio. Unite il cioccolato e la zuccata a dadini mescolando in modo da creare una crema omogenea.

Assemblaggio del dolce

Stendete la frolla con un mattarello, fino ad ottenere una sfoglia di spessore di circa 3 mm. Prendete un coppapasta di diametro 12 cm e ricavate dei dischi di frolla che userete per foderare lo stampo a semisfera al silicone. Riponete all’interno il ripieno fino a circa mezzo centimetro del bordo superiore. Adesso con un coppapasta dal diametro di 8 cm realizzate dei dischi che utilizzerete per chiudere le semisfere. Sigillate le due metà. Infornate a 180°, forno statico, per circa 30 min. Appena sfornate lasciate raffreddare abbondantemente e rovesciate le semisfere sopra una griglia in attesa della glassatura finale.

realizziamo la glassa

Montate parzialmente gli albumi con un pizzico di sale. Aggiungete lo zucchero, il succo di limone e continuate a mescolare fino ad ottenere una crema bianca, lucida e spumosa.

Decorazione finale

Procedete adesso a glassare le semisfere in maniera omogenea e uniforme e coprendo tutti i lati. Completate la decorazione con una mezza ciliegia candita sulla sommità. Conservate in frigorifero e tiratele fuori qualche minuto prima di servirle.

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