Piparelli Messinesi : un biscotto che profuma di sicilia

piparelli messinesi

I Piparelli messinesi rassomigliano ai cantucci toscani dalla forma, ma la loro storia e i suoi ingredienti lasciano ben capire che siamo in Sicilia. Io personalmente non credevo che cucinandoli si potessero sprigionare tutti questi odori , pungenti e dolci nella stesso momento.
A volte la cucina permette chiudendo gli occhi e attivando gli altri sensi di fare dei viaggi spazi temporali.

Un viaggio nel passato

Ed eccomi qui in un vicolo di un paesino siciliano, dove il silenzio viene spezzato dal suono delle campane o da qualche abbaiare di un cane che tenta invano di difendere il proprio territorio.
Sono li incredulo, 2 minuti prima ero che stavo cucinando i “Piparelli messinesi” e adesso mi ritrovo li, vedo i camini fumanti, stranamente non mi chiedo dove sono, ma spinto dalla mia curiosità mi avvicino a una persiana semiaperta e comincio a curiosare nella speranza che non mi vedano.
Delle donne anziane che attorno a un tavolo raccontano i fatti della giornata alternando sguardi interessati a sentenze che fanno assaporare la saggezza dei loro capelli bianchi.
Si avverte l’aria di festa, è tempo di prepare i biscotti !!! c’e chi sguscia le mandorle, c’e chi prende delle arance, ma dalla stanza accanto si ode netto un starnuto che provoca una risata corale. L’odore delle spezie è forte e trattenersi dallo starnutire non è facile.

Un sogno molto reale

“Trasissi” escalma una donna che mi invita ad entrare , “Trasissi ca c’e friddu”. Io incredulo, perchè pensavo di essere invisibile , dico con voce molto fioca “Ma sta parlando con me?”. Non c’era paura ma anzi compiacimento e stupore che uno straniero stava vedendo nascere questi biscotti. Sorpreso mi accomodo e mi metto in un angolo in silenzio ad osservarle.
Come un orchestra ogni donna mette i suoi ingredienti nella fontana di farina che si ergeva al centro del tavolo. Ma a un certo punto una voce ferma e decisa esclama “Maria fermati, le mandorle alla fine non ora!!”.
Movimenti energici e ritmati compattavano l’impasto  e gli odori speziati si diffondevano nella stanza,  “Amuri Amuri ca ma futtu fari.. ” era il canto che accompagnava l’allegra compagnia!! 
A un certo punto fui distratto dallo sbuffare di una stufa , era li che aspettava i filoncini di impasto per cuocerli. Non c’erano i riscaldamenti e le fredde mure venivano riscaldate da questa stufa dalle forme tondeggianti e interamente in ghisa. Non se li avete mai viste queste stufe ricordano i personaggi buffi della “Bella e la bestia”.
Le teglie erano già pronte e alzando il coperchio superiore della stufa si adagiavano li , nel ripiano superiore, e lentamente si cuocevano! un modo di cucinare completamente diverso da ora, pensate che si lasciavano li a cucinare per ben 48 ore dove il forte odore delle spezie rivelava ai passanti che i biscotti erano in forno.

il profumo del risveglio

“Tic tac”, “Tic tac”,”Tic tac” “Driiiinnnn” era il timer del mio forno che mi riportava a casa e mi faceva ritornare alla realtà, ma per fortuna non era stato solo un sogno, nel mio forno c’erano i “Piparelli Messinesi”. Ma che buoni che sono, che profumo! ne assaggio uno, che meraviglia!! piccanti ma non troppo !! si lasciano mangiare !! uno tirà l’altro !
Credo che sia più giusto che vi dica da dove nasce il loro nome e come farli , allora vi do anche qualche nozione storica e poi vi dò la ricetta!!

Origini del nome

Sulle origini del nome ci sono varie ipotesi. Infatti sembrerebbe che il nome piparelli derivi dal fatto che le stufe sbuffanti dove venivano cucinati rassomigliavano a delle grandi pipe.
Un altra ipotesi sembrerebbe essere legato al fatto che essendo dei biscotti molto speziati e in particolare molto pepati gli abbiano attribuito il nome i piparelli per assonanza al nome peparelli.

La ricetta dei Piparelli messinesi

Ingredienti

280 gr di farina 0
80 gr di zucchero
90 gr di mandorle
80 gr di miele di zagara
80 gr di burro/strutto
1 tuorlo
6 gr di bicarbonato purissimo
Scorza di un’ arancia
Mix di spezie (1 chiodo di garofano, 1/2 cucchiaino di cannella, 1/4 di cucchiaino di pepe)

Preparazione

In un contenitore mettiamo la farina allargandola con un paletta creiamo un nido. Mettiamo lo zucchero e allargando lo mischiamo alla farina che sta nei bordi. Lasciamo cadere lentamente il miele al centro, uniamo il bicarbonato e lo strutto ammorbidito.
Iniziamo a fare dei movimenti lenti dal centro verso l’esteno con una spatolina in modo da armonizzare lo zucchero, il miele, lo strutto. Appena si ottiene un composto cremoso  uniamo la scorza di un arancia, il tuorlo e il mix di spezie in unica soluzione e cominciamo ad incorporare la farina dei bordi All’inizio non scoraggiatevi , il composto risulterà molto granuloso ma se avete la pazienza di aspettare vedrete compattare il tutto. Se non riuscite potete aggiungere un pò d’acqua, ma non troppa e soprattutto piano piano.
Non appena comincia a prendere compattezza mettete le mandorle  e realizziamo un filone grande e lo lasciate riposare qualche minuto.
Predisponiamo adesso una teglia con della carta forno e adagiamo li dei filoni ottenuti prendendo quarti del filone creato in precedenza.
Fateli larghi non più di 3 cm e lunghi pari al lato più lungo della vostra teglia. Ne dovreste ottenere 3 circa. Non appena sono all’interno della teglia con il palmo della mano appiattiteli, poi gonfieranno un pò durante la cottura.

Piparelli Messinesi
Filone GrandeFilone piccolo

Cuociamo in forno ventilato a 170°C per 15 min o fino a quando risultano imbruniti.
Usciamo adesso la teglia e lasciamo raffreddare il tutto per una decina di minuti. E’ importante che si raffreddino un pò altrimenti si sfalderebbero al memento del taglio.
Con dei tagli trasversali sezioniamo il filoncino , distanziano di un centimetro i tagli. otterremo dei biscotti con la classica forma curva. 
Terminiamo la cottura dispendoli nuovamente nella teglia e cucinandoli a 150°C per 10 min, ripetiamo la cottura girandoli dal lato opposto.

cof

Lasciateli raffreddare e gustateli accompagnadoli con un vino liquoroso sicilano, come la malvasia, passito, o anche del buon vino Marsala.
io personalmente li ho assaggiati con il Passito “Crio” di Saporapp

Informazioni su Michelangelo 78 Articoli
Sono Michelangelo, non sopporto chi usa storpiare il mio nome, Classe 1973, sistemista Informatico fuggo dal mio lavoro molto rigido e schematico per tuffarmi nel mondo culinario dove con pillole di fantasia provo a raccontare i miei stati emozionali ! Partendo dal postulato che ogni piatto racconta una storia e da una storia può nascere un piatto, provo a raccontare la mia Sicilia attraverso i suoi tesori enogastronomici. Sono un curioso di natura, testardo e amo sperimentare personalmente i miei piatti cercando di rimanere nell’ambito della tradizione. Sono convinto che se si rivisita un piatto va chiamato in un altro modo poichè inizia un altra storia. Muovo i primi passi da Food blogger nel 2015, iniziando così per gioco , ma la passione ha preso il sopravvento trasformando il gioco in qualcosa di più serio, dando alla luce il progetto “Cibo e Leggende” , dove racconto le leggende e le storie legate al cibo e le mie esperienze in ambito food.

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