Festa della mandorla 2019 – il racconto – Il museo della mandorla

Il primo contatto con la mandorla è stato molto scenografico, non appena ho varcato la soglia del centro giovanile mi sono trovato catapultato  nel passato, ero all’interno del museo  della mandorla.  All’interno del museo sono stati raccolti tutti gli attrezzi che hanno aiutato tutti i braccianti agricoli e non solo a coltivare la mandorla che Sciascia decantava chiamandola  “Ovale perfetto”.
Vi sono parecchie foto che raffigurano i momenti delle varie fasi della cultura della mandorla e ci sono pure dei piccoli laboratori dove sono state riprodotte ambientazioni che fanno vibrare la corda dei ricordi e dei tempi che furono, molto molto particolare , credetemi fare tanti km per poi ritrovarsi li è la giusta ricompensa di tanta fatica.
Ecco qui il primo sorriso , è quello di Sonia Limpido,  che con la sua gentilezza ci ha preso per mano e ci ha accompagnato nella via della conoscenza della mandorla avolese. Molto professionale e fiera di raccontarci della mandorla , si avvertiva a pelle la sua felicità di essere lei in persona a raccontarci della mandorla. Ci ha parlato delle sue peculiarità e delle sue proprietà , delle differenze delle varie cultivar e ci ha presentato “la Pizzuta”, “la Fascionello” e “la Romana”.
Ci ha raccontato che ancor oggi la mandorla viene raccolta a mano riponendo un telone sotto l’albero e non viene effettuato alcun trattamento preservandone la sua biodiversità.
Guardandosi attorno si scoprono dei macchinari strani , uno in particolare mi ha colpito molto la macchina per sgusciare le mandorle, un meccanismo che non ha nulla da invidiare alla macchina di turing, ogni ingranaggio messo li per adempiere al suo scopo , riportare alla luce quell’ ovale perfetto della mandorla di Avola.

E’ una macchina ideata da carlo tossani e figli , proprio per meccanizzare il processo di sgusciatura e fu uno dei primi a brevettarla, pensate che questo macchinario riesce, poichè è ancora funzionante ,  a sgusciare 150 kg all’ora senza danneggiare la mandorla. Ciò diede una notevole spinta alla produzione di mandorle facendolo diventare il maggior produttore della mandorla avolese.
Un altra cosa che mi ha emozionato è un tavolo di legno dove vi era dei gusci di mandorle ormai frantumati e mandorle ancora da sgusciare. Sono rimasto a guardarlo con attenzione e piano piano scavando nei miei ricordi da bambino ho rivisto la riproduzione reale di un tavolo casalingo con gli odori , i colori di un tempo. ho provato a chiudere gli occhi e sentivo il ritmato colpire per infrangere il guscio della mandorla. Anticamente veniva usata una pietra levigata grande (cuticciuni) ed una piccola (cuticcia) per schiacciare a mano le mandorle. Molte persone a cui ho fatto vedere la foto mi hanno raccontato che da piccoline schiacciavano a mano le mandorle. molto molto emozionante!!!
Ma adesso non vi racconto altri innumerevoli dettagli ma vi invito ad andarlo a visitare e scoprire questo meraviglioso mondo della mandorla di Avola.

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